Coreografie


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YOGA ON LINE FINO AL 4 APRILE

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YOGA ON LINE FINO AL 4 APRILE

Non avrei mai pensato un mese fa che le nostre vite potessero essere così sconvolte e cambiate radicalmente in così breve tempo; questo periodo che inizialmente ho vissuto come un’esperienza surreale alternata da momenti di ansia e di pura ironia, mi mostra ora pian piano, giorno dopo giorno tanti più colori e sfumature, quali la curiosità, l’abbandono, la fiducia costante in ciò che si crede, la capacità di ricrearsi e ritrovare in questo scorrere dilatato ricordi, esperienze ricche vissute, e amicizie sparse per il mondo… Mi sono ritrovata nel corso della giornate a seconda dei fusi orari a comunicare con l’Australia, il Giappone, la Lettonia, gli Stati Uniti d’America… questa globalizzazione che ci ha condannati a questa quarantena forzata, mostra anche il lato bello di se, cioè l’unione, l’amicizia, il rispetto, il prendersi cura dell’altro anche a distanza di chilometri. Inizialmente la frenesia nei social di tutorial di yoga, pilates, zumba, balletto, cucina, per dirne alcuni mi ha sconvolto perché ha mostrato non solo la paura che in fin dei conti noi tutti proviamo, ma anche un senso di vuoto. Siamo forse troppo abituati a essere intrattenuti e ad intrattenere, ad essere protagonisti e spettatori, bombardati sempre da mille informazioni, che stare anche con la sana noia, può provocare malessere, senso di colpa, e vuoto. Questo tempo di ritiro forzato, che coincide tra l’altro con la quaresima, tempo di raccoglimento e riflessione ci fa vedere il nostro “ruolo sociale” ripiegato come un abito sullo schienale nella sedia, e senza di questo abbiamo difficoltà, nel rapportarci con la realtà. Dopo circa una settimana come molti di voi sanno, ho cominciato su zoom a proporre piccoli incontri di circa mezz’ora di Yoga e Meditazione, dando la precedenza allo Yoga Accessibile e proponendo pratiche il più delle volte sulla sedia, così che potessero eseguite da tutti; finalmente abbiamo capito tutti che non è la difficoltà dell’asana a rendere avanzata una pratica, ma è la devozione (mi piace molto questa parola anche se non è spesso utilizzata), la profondità e l’intenzione (o la sua completa assenza di intenzione), che in essa mettiamo. Ho preferito per questo una piattaforma come zoom, rispetto a Facebook, per mantenere l’intimità della lezione, perché la pratica attinge forse dalle nostre fragilità le risorse migliori. Ormai bene o male ci conosciamo un po’ tutti, chi attraverso seminari, ritiri o classi settimanali, così in questi incontri, vorrei mantenere questa intimità, che poi crea e determina anche il nostro linguaggio, il nostro dialogo e lo scorrere della lezione stessa. Fino a fine marzo, usufruirò della gratuità della piattaforma che però limita gli incontri ad un massimo 40 minuti. Da aprile invece farò l’abbonamento, che ci permetterà di fare incontri più lunghi e in caso di proseguire le lezioni individuali per chi le volesse riprendere o cominciare. Da aprile chiederò quindi un contributo, per coprire queste spese ma anche per sostenere le mie stesse attività, dal momento che non sappiamo quando quelle collettive e pubbliche potranno essere riprese. Farò un solo incontro aperto su FB nella pagina di Yoga Accessibile giovedì 2 aprile alle 11 della mattina, proprio per cercare di portare avanti e di diffondere l’accessibilità dello Yoga. Ecco quindi la lista degli incontri che confermo da qui al 4 aprile. Dal 1 aprile oltre alla prenotazione vi manderò l’iban. Per...

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Seminario Residenziale estivo a Massamartana estate 2020!!!

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Seminario Residenziale estivo a Massamartana estate 2020!!!

BENVENUTA ESTATE! SEMINARIO RESIDENZIALE DI YOGA A MASSA MARTANA 26, 27, 28 GIUGNO 2020 con BENEDETTA CAPANNA La bellezza dello Yoga è nel paradosso che la pratica stessa ci rivela. Ogni scoperta non è una nozione da tenersi stressa e ricordare, bensì un trampolino di lancio verso una rinnovata presenza. La pratica proposta, ispirata a Vanda Scaravelli e sostenuta dall’anatomia esperienziale sarà un benvenuto all’estate. Tra gravità e leggerezza, i principi della Scaravelli possono sembrare molto semplici ma richiedono totale attenzione, partecipazione e costanza. La pratica incentrata non nel fare ma nel disfare e nel sentire, ci apre alla scoperta… perché in fin dei conti la verità non la si comprende: si rivela, si sente e si assorbe. Quando: venerdì 26, sabato 27, domenica 28 giugno 2020 Sede: Agriturismo La Collina, in Umbria (Massa Martana) a circa un’ora e tre quarti da Roma Yoga – Orari: venerdì 18.00-20:00; sabato 10-13 e 17.30-19.30; domenica 10-13 Costo: 250 euro. La quota comprende il corso di yoga e due giorni a pensione completa in camera doppia.  Iscrizione: valida con caparra di 100 euro entro il 1 Maggio. Il corso richiede un minimo di 5 partecipanti. Info sulla sede del seminario: www.lacollinagriturismo.weebly.com Per informazioni, iscrizioni e prenotazioni contattare Benedetta: yoga@benedettacapanna.it...

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LA NATURALEZZA DELLO YOGA: CORSO DI APPROFONDIMENTO TRA VANDA SCARAVELLI E ANATOMIA ESPERIENZIALE

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LA NATURALEZZA DELLO YOGA:  CORSO DI APPROFONDIMENTO TRA VANDA SCARAVELLI E ANATOMIA ESPERIENZIALE

LA NATURALEZZA DELLO YOGA: CORSO DI APPROFONDIMENTO TRA VANDA SCARAVELLI E ANATOMIA ESPERIENZIALE “There is an unexpected delight in meeting earth and sky at the same moment!” Vanda Scaravelli I principi di Vanda Scaravelli possono sembrare molto semplici e non strutturabili in un metodo, ma richiedono totale attenzione, partecipazione e costanza. La pratica diventa una meditazione in movimento, incentrata non nel fare ma nel disfare, una scoperta. L’ autenticità e la bellezza di questo modo di praticare, è lo scoprire un’armonia intuitiva oltre la struttura e la forma: la poesia del corpo. Lo Yoga di Vanda Scaravelli si sviluppò tra la precisione anatomica di Iyengar, l’enfasi al respiro di Desikachar e fu influenzato dall’amicizia profonda con il filosofo Krishnamurti. Si focalizza sulla colonna vertebrale, tra gravità e leggerezza, tra cielo e terra, e attraverso di essa la libertà del respiro, ma anche nel connettere e far dialogare le parti del corpo, come fossero strumenti di una grande orchestra. Tra pratica ininterrotta e non attaccamento ai risultati di questa… si lascia accadere. I quattro incontri comprendono una pratica guidata, elementi di anatomia esperienziale per ampliare la sensibilità e la freschezza dell’ascolto, e si approfondiranno indicazioni e suggerimenti pratici del testo Awakening the spine di Vanda Scaravelli e Notes on Yoga di Diane Long. Obbiettivi del corso: Creare un punto di partenza per sviluppare o rinforzare una forte e costante pratica personale, nella quale risvegliare la propria piena presenza e per chi già insegna rivalutare e personalizzare ciò che è stato appreso fino ad ora, vivendolo con maggiore profondità, presenza, gratitudine e naturalezza. Le prime date sono: 8 Febbraio, 7 Marzo, 4 Aprile, 9 Maggio dalle 10 alle 14:30. Potete per informazioni maggiori contattarmi all’ indirizzo email yoga@benedettacapanna.it Si svolgeranno allo Studiolo: (Cortile dei Palazzi Federici) Via E. Stevenson 24 (Piazza Bologna- Roma) Info:...

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Riflessioni e Condivisioni

Scritto da on 09:44 in Notizie | 0 comments

Riflessioni e Condivisioni

Lo Yoga si sta decontestualizzando, impacchettato in un prodotto vendibile, di facile consumo e standardizzato. Si è direi staccato da una “cosmicità”, da una relazione profonda e diretta col tutto e col mondo, incentrandosi in una fisicità X, come se questa non fosse poi influenzata dall’ambiente in cui vive e si relaziona. E’ possibile praticare nello stesso modo la mattina e la sera? E’ possibile ignorare il cambio di intensità della luce nel corso di un giorno e di un anno? Si vuole sensibilizzare e conoscere lo strumento corpo o imporgli uno schema? Per me c’è un quotidiano e una specificità umana commoventi ed intensi che prepotentemente entrano nella pratica, ma a volte invece sembra non esserci relazione e quindi attraversamento. La superficialità con la quale viviamo spesso il presente diventa qualità della pratica, e la potenza di questa non trova varco nel quotidiano. Ma è forse una mancanza di chiara direzionalità o fine dichiarato della stessa pratica a rendere tutto così piatto? Una confusione di partenza su cosa cerchiamo da praticanti e da insegnanti? Forse chiedersi all’inizio della pratica il perchè di quello che stiamo facendo e terminare ripetendosi la stessa domanda ( e magari vedere che la risposta è cambiata), potrebbe essere una chiave per rendere più funzionale, vero e nutriente quello che facciamo? C’è un grande potere in ciò che si impara in una lezione di Yoga, in un teacher training, in un seminario, ma come veramente applicarlo come studenti ed insegnanti? Stiamo imparando a memoria una nozione o ci stiamo facendo trasformare? Non c’è a volte ingordigia anche in questo tra noi insegnanti? Stiamo dando una lezione come se offrissimo un’aspirina o stiamo creando uno spazio di crescita personale, di scambio, che nasce dai dubbi e dai vuoti che vogliamo colmare e dal bisogno di connetterci e ritrovarci con quell’Oltre, quel...

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Yoga: Segno, Traccia, Memoria

Scritto da on 23:01 in Notizie | 0 comments

Yoga: Segno, Traccia, Memoria

PARTENZA Dopo la prima lezione ho sentito la necessità di fermare, come una fotografia interna, l’imprinting dello yoga. O meglio, quello che Benedetta è riuscita a trasmettere durante la spiega-Azione nel il mio primo approccio alla pratica. Il monotipo in questione è Segno e traccia, dunque Memoria, di un momento nella sua essenza, del mio primo personale contatto. La mia conseguente Azione è il dono di questo a Benedetta, per consentire uno scambio e concedere a lei un altro tipo di Memoria e Ricordo allo stesso tempo. La tecnica del monotipo riassume in sé il senso del “fermare” un’ emozione, un momento, una sensazione, un dolore o qualsivoglia Movimento interno, proprio perché il risultato finale è una stampa unica e irriproducibile. Nella sua fase iniziale si dipinge, in maniera speculare, su di una lastra di vetro, per poi procedere alla stampa tramite un supporto che sia in grado di assorbire la traccia. Per me il monotipo è un atto, un prendere appunti in maniera formale e informale contemporaneamente. Eleonora...

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Vivere lo yoga – Intervista a Benedetta Capanna

Scritto da on 17:58 in Notizie | 0 comments

Vivere lo yoga – Intervista a Benedetta Capanna

L’ Intervista “Vivere lo Yoga” è tratta dalla tesi di Laurea in Storia della danza e delle arti del movimento di Maddalena Elisa Clara, relatore Prof Cervellati Elena, presso l’Università di Bologna Scuola di lettere e Beni Culturali. Il titolo della tesi è: IL RESPIRO YOGICO NEL CORPO SOTTILE DELLA DANZA D’AUTORE ITALIANA: CHIARA CORTE, FRANCESCA PROIA E BENEDETTA CAPANNA – Quali sono, secondo te, i tratti d’unione, i concetti di base che danza e yoga condividono maggiormente, sia a livello teorico che pratico? Se chiudo gli occhi e mi focalizzo su cosa siano Danza e Yoga, le due parole che associo subito ad essi sono Amore e Gratitudine. Entrambi strumenti di crescita e di evoluzione, richiedono dedizione e costanza, stupore e freschezza. Sono due percorsi che ti mettono in gioco continuamente, che non ti permettono di sentirti arrivato ma che offrono tanta presenza e chiarezza. Entrambi coinvolgono visceralità e istinto, intuizione e lucidità. Sono momenti di autonalisi e di profonda osservazione, dei movimenti fisici e mentali, ma anche di abbandono totale. Quasi dei processi alchemici e di trasformazione, anche dello spazio. Viaggi verso una rinnovata visione della realtà e un grande abbraccio del silenzio. Sembrano nascere e addormentarsi in esso. – Secondo la tua esperienza, in che modo la pratica yogica può essere utile alla danza, e viceversa? Secondo me c’è da fare una piccola distinzione tra tecniche di Yoga e Yoga, e ancora di più tra Yoga Asana e Yoga. Ormai lo Yoga è diventato popolare, e quello che viene proposto è il più delle volte un workout di fitness. Non c’è nulla di male in ciò, perchè comunque se insegnato correttamente non può fare altro che del bene. Ma credo che stia creando confusione in chi ne fruisce e nella percezione di cosa sia lo Yoga. Da studiosa e amante di questa disciplina e arte, sempre con tanta curiosità, ho partecipato a molti seminari in Italia e all’estero per vedere, conoscere ed esplorare punti di vista, stili e approcci diversi, e posso dire, dopo più di vent’anni di pratica, che spesso le lezioni di danza sono molto più “yogiche” di molte classi di Yoga tanto pubblicizzate! Trovi più respiro, più consapevolezza, più devozione, più fede, più trasporto, più ascesi in classi di danza che in seminari di Yoga dove sei applaudito se riesci a fare un asana difficile. C’è stato gradualmente un “asanizzare” lo Yoga, tagliando fuori aspetti molto più importanti, più intimi, più sottili. Ciò non toglie che la pratica di asana e vinyasa, anche presi al di fuori del loro contesto più ampio e complesso, siano ottimi inseriti nel training per l’elasticità, tonicità, e connessione del corpo. Ma c’è tanta simbologia in queste pratiche, tanta espressività nella loro purezza, tanta vitalità e tante sfumature. Fluidi, viscere, ossa, muscolatura profonda, respiro…e oltre. Ogni aspetto della nostra fisicità rispecchia una diversa qualità di movimento, una diversa dinamica, uno stato psicologico. L’ esecuzione degli asana ci può aiutare ad esempio a modulare ciò. C’è una grande differenza in ciò che percepiamo mentre e dopo la pratica di una torsione, o di un movimento di piegamento in avanti o di inarcamento indietro. Stimoliamo aspetti diversi; e allora come performer o interprete come posso utilizzare ciò nella mia coreografia, o nel ruolo che devo interpretare? Prendiamo anche il pranayama,...

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Il tempo del ritorno

Scritto da on 14:48 in Notizie | 0 comments

Il tempo del ritorno

Grazie a Marion per questa sentita descrizione dello spettacolo del 2 Aprile al teatro Palladium di Roma! Teatro pieno evviva È viva la Danza , si quella Italiana Benedetta Capanna nel Tempo del Ritorno la fa “ritornare” Il segno dell’Artista si riconosce nel suo intento e la sua creazione ci offre una danza rotta Lei tra gli Artisti osa e ricerca una Autenticità e ci offre “rottura dei codici “ Lei puo’ avendo una competenza del “linguaggio Danza “ come pochi e oso dire nel panorama Internazionale . Lei puo ‘ rompere con sapienza offrendoci una multiforme scomposizione . Ci offre Poesia in una Roma da lei ascoltata e noi l’ascoltiamo insieme . Ci offre parole di Pasolini e voce di una emozionante Anna Magnani . Danza la sua solitudine dove ricerca il senso e lei come un sogno nei suoi sogni . Nel vederla ho pensato come è piccolo quel palco, ma non era così, è la sua Grandezza che si espande, forse in quella semplice umiltà di non rendersene conto. Scomode sedie ad accoglierla ma non c’è sosta nessuna di esse riesce a farla acquietare (BENEDETTA “inquietudine” ) e da “spettatrice “ spero che cammini DANZANDO ancora ed ancora senza fermarsi mai . 44 minuti di assolo come una visione senza veli di segni che si spezzano in continue intermittenze di una solitudine poetica condivisa in cui la bellezza del gesto infranto arriva a rompere un “DEFINITIVO” siamo così tutti in cammino . Poi appare un video che nelle prime immagini ti toccano di “femminilità e sensualità “ . Benedetta senza trucco viene esplorata dalla telecamera ed arriva “UN CORPO” che per quanto lei non voglia offrire bellezza ti inonda di quella grazia armonica nelle forme . Ma non sono forme appunto ma quella essenza in movimento da lei tanto cercata . In Ultimo APAH , una Danza sciamanica ed è Magia Semplice Naturale con Occhi Puri come di un Bimbo Un Incanto. Si, Basta poco per allontanare gli spiriti “maligni” Bastano Loro con l’intenzione dell’ascolto reciproco e senza pretese di virtuosismi e credo che sia una questione di Presenza sia per Maria Elena Curzi che per Giordano Novielli . Esserci , Danzare creare Luce per Noi in un gioco di fiocchi brillanti . Cosa serve per Brillare ? forse una onesta e amorevole Danza di generosi umili intenti . Marion...

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Appunti di Pratica

Scritto da on 15:17 in Notizie | 0 comments

Appunti di Pratica

Lascio andare il mio respiro e la mia volontà e mi sciolgo in un respiro altro e in un volere non mio. Tutto scorre in un’immutabile accettazione. *** Il respirare nel corpo mi è parso improvvisamente come una piccola bolla limitata che si creava per scomparire. Ma ho avuto la netta sensazione che si appoggiasse ad un respiro altro. Quasi un bianco tessuto sempre presente. Forse un eterno kumbaka. *** L’Asana è come una rosa. E’ una rosa è rosa anche quando è bocciolo, lo è anche da prima, lo è da sempre. Pian piano si apre, ma non sai mai fino a quanto e quando si espanderà questa rosa. E quello che sembra il suo massimo splendore è anche l’inizio del suo seccarsi… perde petali ma il profumo rimane, è sempre una rosa, la sua essenza rimane. Petalo dopo petalo l’asana si scioglie. ***  Oggi i miei reni sono due girasoli che si...

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Offerta nel viaggio

Scritto da on 23:30 in Notizie | 0 comments

Offerta nel viaggio

Ti offro ora solo un silenzio di parole perchè la mia bocca è muta. La mente urla mentre il dubbio emerge dal cuore. Respiro Ora posso offrirti nuvole sotto le quali emergono voci di vallate, di monti e di correnti che scorrono, mi scorrono, ci congiungono e ci dividono. Respiro Non ho nulla da offrire se non il desiderio di ricevere il Tuo Silenzio. E allora dentro di me il cielo e nel cuore il Sole....

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La Pratica Yoga nel mio quotidiano

Scritto da on 21:39 in Notizie | 4 comments

La Pratica Yoga nel mio quotidiano

Non c’è uno Yoga avanzato o uno Yoga per principianti; avanzato e principiante esistono nelle tecniche, e lo Yoga è qualcosa di più profondo. Sta nella presenza. *** Immergendomi nella fluidità interna che tutto integra, per alcuni istanti vivo l’esperienza della trasparenza. *** Di quanti respiri è fatto un respiro. Quanti pensieri e immagini si dissolvono nel suo spazio *** Il corpo è come l’argine di un fiume: conduce il movimento, dolcemente, senza bloccarlo. *** La costanza è una grande prova d’amore. Non vado verso, ma parto da… e attraverso *** Il respiro è un cristallo prezioso, nell’ascolto spolvero i pensieri e le immagini che lo coprono… Quanta purezza ed essenzialità ha in sè… piena esperienza dell’attimo presente… è commovente *** Tutto ciò che nega l’abbraccio e la presa del presente, è irreale, friabile, intangibile… ma quanto facilmente lo si abbraccia *** Il Silenzio può raggiungere una pienezza di colori sbalorditiva… Il Silenzio è fatto di sussurri e di esplosioni. E’ un filo che mi tira verso la fessura del mio cuore profondo. *** L’asana mi porta a sentire ogni volta una nuova piccola parte, inaspettata, che poi si integra nell’unità. Non è un processo verso l’esterno, ma verso l’interno, nell’intimo del mio essere, che poi non ha dimensioni. La mia casa, oltre la scorsa *** Le mani si sciolgono in brividi caldi, poi le spalle e il cuore. C’è qualcosa che si sgretola dentro… La polvere diventa luce che si sparge di fronte agli occhi chiusi. *** Il respiro non deve neanche essere insegnato. Il respiro è già in noi… esiste e ci sostiene… dobbiamo darci la grande opportunità di sentirlo, di accettarlo, di accoglierlo. Come il cibo va annusato,assaggiato, gustato… così è il respiro… allora ci daremo la grande possibilità di essere Yoga e di non fare Yoga. *** Nel respiro tace il mio corpo e scivolano le emozioni e i pensieri. Il mio essere è come una piscina nella quale tuffarmi… La densità nella quale mi muovo è forse la densa pienezza di Dio… Riposo nel silenzio che filtra ogni...

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