Per me lo Yoga è…
Questa pagina è una bacheca, un punto di condivisione e di espressione di praticanti, studenti e amici, sullo Yoga. Come sentono lo Yoga, come lo vivono, cosa offre loro, come viene utilizzato nel loro quotidiano e come ha trasformato e continua a plasmare la loro vita. Ringrazio ciascuno di loro per la loro incredibile generosità.
“Ogni asana è un tuffo nelle viscere, dove la verità è l’esperienza” Sarah
|Cercando con la mia anca nella marea nuotando in me ho sentito il mare una nuova vita attorno| Claire
“Yoga is a new moment for a new beginning, an opportunity for tuning in and to see, to feel and know myself. Yoga helps me see and accept my limitations, the bright sides and dark sides of my humaness and teaches me to be (however difficult)….me!!”
“Yoga is a way of spending time with your innermost self” Jacqueline
“C’è un’esperienza nella mia vita che io in qualche modo collego ad un’inconsapevole scoperta dello yoga. Durante le prove scritte dei miei esami universitari succedeva che l’impegno mentale per me era notevole, ed in alcuni momenti mi trovavo completamente sopraffatto dall’ansia e dalla difficoltà di risolvere il problema che mi si poneva. Fortunatamente iniziai a realizzare che se smettevo per alcuni minuti di accanirmi contro il problema, facevo dei respiri profondi e ripetevo dentro di me frasi rassicuranti o pensavo a immagini positive, incredibilmente (almeno per me all’epoca) questi momenti di grande difficoltà e scoraggiamento svanivano, e la soluzione appariva “miracolosamente”. Lì incominciai ad avere una qualche vaga percezione che quella forma di imposizione sulla mente che consisteva nel rivolgerla ostinatamente contro “il problema” di fatto mi impediva di vedere la soluzione del medesimo… Però per me all’ inizio era quasi inconcepibile che smettere di pensare al problema (per alcuni minuti ovviamente) mi potesse aiutare a risolverlo, per me era quasi tanto assurdo quanto come presentarsi all’esame senza avere mai aperto il libro… Il mio primo contatto con una reale pratica di yoga è avvenuto in maniera abbastanza casuale e poco consapevole, nel senso che mi sono ritrovato insieme ad altri praticanti seguendo l’invito di una mia amica a partecipare ad un festival dello yoga di una settimana. La ricordo come un’esperienza di grande sforzo e sopportazione fisica, e di scarsa comprensione di quello che stava avvenendo dentro e fuori di me, ma almeno era stato un momento ed occasione di rinascita del corpo dopo anni ed anni in cui avevo trascurato molto l’attività fisica rispetto a quella intellettiva (studi universitari prima e poi l’inizio della mia attività lavorativa). Da allora ho iniziato ed approfondito la conoscenza dello yoga con diversi insegnanti ognuno dei quali devo dire mi ha mostrato aspetti anche molto diversi fra di loro dello yoga ma per me tutti importanti e sempre insegnati con onestà, entusiasmo, convinzione, dedizione e reale interesse verso la trasmissione e condivisione di un valore. Ho sempre trovato utile praticare sia in classe che da solo, ritenendo l’osservazione della pratica degli altri (non solo degli insegnanti) molto importante, e ritengo molto utile anche il fatto che richieda un confronto con gli inevitabili sentimenti di ammirazione, eventualmente invidia, competizione, inferiorità o superiorità che possano sorgere. Per me lo yoga rappresenta la capacità di riscoprire delle parti di noi stessi sempre trascurate e “silenziate” e che invece ci stupiscono, quando finalmente trovano voce, per quanto bene ci possano fare alla mente e al corpo.” Francesco
Il sutra del Palo “Fiducia è creatività e creatività è fiducia. Per chi prende la macchina senza saper guidare, non prendere i pali sarà l’ unica preoccupazione, mentre per chi conosce il mezzo, il palo sarà solo un’ eventualità non necessaria. ” Daniela
“Yoga contributes to my awareness — sensing what daily life sometimes numbs, feeling what daily life sometimes makes us take for granted, feeling the beauty of life and our/my surroundings and of being alive sometimes forgotten in daily struggles.
Awakening — not just the spine
but the senses… to see, appreciate, cherish the beauty of a flower, the color of sunlight at a certain time of the day, the smile in someone’s eyes, the laughter in someone’s face, the incredible beauty of where I am fortunate enough to live (Rome); but also to recognize and empathize with those who suffer – feeling a connectedness with the highs and lows of life and celebrating its totality!
Yoga means to me knowing where or how far I can go in this moment, knowing that maybe at other times I have gone and will go further or elsewhere, and that this will be regardless where everyone else can reach — creating a different knowing or understanding of staying with and within myself, engaging with others but realizing there is no competing on this ground and that arriving in a pose is not what I am seeking but the path towards it…
Yoga has also been serendipity: encountering people who were the right teachers — masters or fellow students at each time — and praising that life does offer what is needed whenever it is needed or fortuitous.” Caroline
“Per me lo Yoga è uscire dal senso del fare per entrare nel sentire dell’essere. “Fare” un asana è una menzogna. Non ha senso. Nessun segreto si dischiude, per chi “fa” Yoga. Non importa quanto bravo, bello o elegante lei/lui sia. Essere un asana, invece, è la Verità nuda, profonda. Il segreto che si svela agli occhi. Non di chi si crede di essere, o di chi si vorrebbe essere, ma dell’essenza di ciò che si è davvero. Questo è il segreto che non ha prezzo. Questa è l’unica cosa da scoprire, l’unico viaggio che mai Dio ci abbia chiesto di compiere. Scoprire l’immensa, illimitata profondità della Verità di Sè. Essere un asana è perfezione, non importa quanto lontano quell’asana sia al modello, perchè un asana è sempre immagine esatta di ciò che si è. Osservarsi porta con sè accettazione. Abbandono. Il concedersi il permesso di scendere in invisibili profondità, mai toccate prima. La scoperta di un limite, e del modo di superarlo. Per ritornare di un altro passo verso la casa di Dio. Per me lo Yoga è uscire dal senso del fare perchè il risultato non è mai più importante del processo. E’ il processo che dona conoscenza e comprensione, il risultato è solo una targhetta, solo una tappa intermedia. Come confondere Roma con un segnale stradale. Per me lo Yoga è entrare nel sentire dell’essere perchè se solo riesco a liberarmi dal risultato, se solo riesco a non cedere al modello, se solo riesco a stare solamente là dove il corpo, e non la mente meccanica, mi dice di stare, allora nasce un istante di meravigliosa perfezione e suprema comprensione. La gara, il risultato, il confronto, l’idea della pratica scompaiono. La mente meccanica smette di parlare, il corpo esprime di sè, il mio sentire, finalmente, si dispiega ad ascoltare. Come albero quieto sul ciglio del fiume, il fare finisce, e solo l’essere, solo l’essere rimane.” Giulio

