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WOOD MU’

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WOOD MU’

WOOD MU’
per la tua eterna primavera danzo

Dedicato a mio papà Gian Franco
Coreografia e danza di Benedetta Capanna
Musica: Tanya Tagaq e musica tradizionale coreana

Wood – Mù – Legno è il primo quadro del progetto Di Legno e fuoco anima nuova e sempre antica danza. Questi elementi associati rispettivamente alla primavera e all’estate sono simbolo della rinascita che sfocia poi nell’esplosione della vitalità. Rinasciamo e moriamo a noi stessi tante volte nella vita e guardando indietro sembra di aver vissuto più vite in una sola esistenza. Ma i colori frammentati, le immagini che ci attraversano in modo confuso, con il corpo danzante possono diventare colori chiari e immagini che attraversano e che ci fanno sentire parte di un tutto. Nella danza amo ricercare una ritualità, creare una relazione tra il mondo sottile e grossolano. Nella danza ricerco chiarezza, limpida visione e attraversamento: ogni danza ci dà qualcosa e ci traghetta verso una nuova pagina di noi, è abbandono ed evoluzione. Il legno mù, che ha bisogno dell’umidità dell’acqua per vivere, è la primavera col suo tempo ventoso, è il bambù forte e flessibile. E’ il colore verde e l’ Oriente. E’ connesso al fegato, alle articolazioni, allo spazio e rappresenta il movimento in tutte le direzioni. E’ Hun, lo spirito responsabile di ogni viaggio dell’anima.

LA NATURALEZZA DELLO YOGA: CORSO DI APPROFONDIMENTO TRA VANDA SCARAVELLI E ANATOMIA ESPERIENZIALE

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LA NATURALEZZA DELLO YOGA:  CORSO DI APPROFONDIMENTO TRA VANDA SCARAVELLI E ANATOMIA ESPERIENZIALE

LA NATURALEZZA DELLO YOGA:
CORSO DI APPROFONDIMENTO TRA VANDA SCARAVELLI E ANATOMIA ESPERIENZIALE

“There is an unexpected delight in meeting earth and sky at the same moment!”
Vanda Scaravelli

I principi di Vanda Scaravelli possono sembrare molto semplici e non strutturabili in un metodo, ma richiedono totale attenzione, partecipazione e costanza. La pratica diventa una meditazione in movimento, incentrata non nel fare ma nel disfare, una scoperta. L’ autenticità e la bellezza di questo modo di praticare, è lo scoprire un’armonia intuitiva oltre la struttura e la forma: la poesia del corpo.
Lo Yoga di Vanda Scaravelli si sviluppò tra la precisione anatomica di Iyengar e l’enfasi al respiro di Desikachar. Si focalizza sulla colonna vertebrale, tra gravità e leggerezza, tra cielo e terra, e attraverso di essa la libertà del respiro, ma anche nel connettere e far dialogare le parti del corpo, come fossero strumenti di una grande orchestra. Tra pratica ininterrotta e non attaccamento ai risultati di questa… si lascia accadere. Alcuni elementi di anatomia esperienziale serviranno ad ampliare la sensibilità nella pratica mantenendone la freschezza.
In questa serie di incontri possiamo creare un punto di partenza per sviluppare o rinforzare una forte e costante pratica personale, nella quale risvegliare la propria piena presenza e per chi già insegna ed opera in campo olistico rivalutare ciò che è stato appreso fino ad ora, vivendolo con maggiore profondità, presenza e gratitudine.

Le prime date sono: 8 Febbraio, 7 Marzo, 4 Aprile, 9 Maggio dalle 10 alle 14:30. Potete per informazioni maggiori contattarmi all’ indirizzo email yoga@benedettacapanna.it
Si svolgeranno allo Studiolo:
(Cortile dei Palazzi Federici) Via E. Stevenson 24 (Piazza Bologna- Roma)

Info: 340-7772363

Riflessioni e Condivisioni

Scritto da on 09:44 in Notizie | 0 comments

Riflessioni e Condivisioni

Lo Yoga si sta decontestualizzando, impacchettato in un prodotto vendibile, di facile consumo e standardizzato. Si è direi staccato da una “cosmicità”, da una relazione profonda e diretta col tutto e col mondo, incentrandosi in una fisicità X, come se questa non fosse poi influenzata dall’ambiente in cui vive e si relaziona.
E’ possibile praticare nello stesso modo la mattina e la sera? E’ possibile ignorare il cambio di intensità della luce nel corso di un giorno e di un anno? Si vuole sensibilizzare e conoscere lo strumento corpo o imporgli uno schema?
Per me c’è un quotidiano e una specificità umana commoventi ed intensi che prepotentemente entrano nella pratica, ma a volte invece sembra non esserci relazione e quindi attraversamento.
La superficialità con la quale viviamo spesso il presente diventa qualità della pratica, e la potenza di questa non trova varco nel quotidiano.
Ma è forse una mancanza di chiara direzionalità o fine dichiarato della stessa pratica a rendere tutto così piatto? Una confusione di partenza su cosa cerchiamo da praticanti e da insegnanti? Forse chiedersi all’inizio della pratica il perchè di quello che stiamo facendo e terminare ripetendosi la stessa domanda ( e magari vedere che la risposta è cambiata), potrebbe essere una chiave per rendere più funzionale, vero e nutriente quello che facciamo?
C’è un grande potere in ciò che si impara in una lezione di Yoga, in un teacher training, in un seminario, ma come veramente applicarlo come studenti ed insegnanti?
Stiamo imparando a memoria una nozione o ci stiamo facendo trasformare? Non c’è a volte ingordigia anche in questo tra noi insegnanti? Stiamo dando una lezione come se offrissimo un’aspirina o stiamo creando uno spazio di crescita personale, di scambio, che nasce dai dubbi e dai vuoti che vogliamo colmare e dal bisogno di connetterci e ritrovarci con quell’Oltre, quel Tutto?

Yoga: Segno, Traccia, Memoria

Scritto da on 23:01 in Notizie | 0 comments

Yoga: Segno, Traccia, Memoria

PARTENZA

Dopo la prima lezione ho sentito la necessità di fermare, come una fotografia interna, l’imprinting dello yoga.
O meglio, quello che Benedetta è riuscita a trasmettere durante la spiega-Azione nel il mio primo approccio alla pratica. (altro…)

Vivere lo yoga – Intervista a Benedetta Capanna

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Vivere lo yoga – Intervista a Benedetta Capanna

L’ Intervista “Vivere lo Yoga” è tratta dalla tesi di Laurea in Storia della danza e delle arti del movimento di Maddalena Elisa Clara, relatore Prof Cervellati Elena, presso l’Università di Bologna Scuola di lettere e Beni Culturali. Il titolo della tesi è: IL RESPIRO YOGICO NEL CORPO SOTTILE DELLA DANZA D’AUTORE ITALIANA: CHIARA CORTE, FRANCESCA PROIA E BENEDETTA CAPANNA
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Il tempo del ritorno

Scritto da on 14:48 in Notizie | 0 comments

Il tempo del ritorno

Grazie a Marion per questa sentita descrizione dello spettacolo del 2 Aprile al teatro Palladium di Roma!

Teatro pieno evviva
È viva la Danza , si quella Italiana
Benedetta Capanna nel Tempo del Ritorno la fa “ritornare”
Il segno dell’Artista si riconosce nel suo intento e la sua creazione ci offre una danza rotta
Lei tra gli Artisti osa e ricerca una Autenticità e ci offre “rottura dei codici “
Lei puo’ avendo una competenza del “linguaggio Danza “ come pochi e oso dire nel panorama Internazionale . (altro…)

Appunti di Pratica

Scritto da on 15:17 in Notizie | 0 comments

Appunti di Pratica

Lascio andare il mio respiro e la mia volontà e mi sciolgo in un respiro altro e in un volere non mio. Tutto scorre in un’immutabile accettazione.

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Il respirare nel corpo mi è parso improvvisamente come una piccola bolla limitata che si creava per scomparire. Ma ho avuto la netta sensazione che si appoggiasse ad un respiro altro. Quasi un bianco tessuto sempre presente. Forse un eterno kumbaka.

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Offerta nel viaggio

Scritto da on 23:30 in Notizie | 0 comments

Offerta nel viaggio

Ti offro ora solo un silenzio di parole perchè la mia bocca è muta. La mente urla mentre il dubbio emerge dal cuore.
Respiro

Ora posso offrirti nuvole sotto le quali emergono voci di vallate, di monti e di correnti che scorrono, mi scorrono, ci congiungono e ci dividono.
Respiro

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La Pratica Yoga nel mio quotidiano

Scritto da on 21:39 in Notizie | 4 comments

La Pratica Yoga nel mio quotidiano

Non c’è uno Yoga avanzato o uno Yoga per principianti; avanzato e principiante esistono nelle tecniche, e lo Yoga è qualcosa di più profondo. Sta nella presenza.

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Immergendomi nella fluidità interna che tutto integra, per alcuni istanti vivo l’esperienza della trasparenza.

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Di quanti respiri è fatto un respiro.
Quanti pensieri e immagini si dissolvono nel suo spazio

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Il corpo è come l’argine di un fiume: conduce il movimento, dolcemente, senza bloccarlo.

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La costanza è una grande prova d’amore. Non vado verso, ma parto da… e attraverso

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Il respiro è un cristallo prezioso, nell’ascolto spolvero i pensieri e le immagini che lo coprono… Quanta purezza ed essenzialità ha in sè… piena esperienza dell’attimo presente… è commovente

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Tutto ciò che nega l’abbraccio e la presa del presente, è irreale, friabile, intangibile… ma quanto facilmente lo si abbraccia

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Il Silenzio può raggiungere una pienezza di colori sbalorditiva… Il Silenzio è fatto di sussurri e di esplosioni. E’ un filo che mi tira verso la fessura del mio cuore profondo.

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L’asana mi porta a sentire ogni volta una nuova piccola parte, inaspettata, che poi si integra nell’unità. Non è un processo verso l’esterno, ma verso l’interno, nell’intimo del mio essere, che poi non ha dimensioni. La mia casa, oltre la scorsa

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Le mani si sciolgono in brividi caldi, poi le spalle e il cuore. C’è qualcosa che si sgretola dentro… La polvere diventa luce che si sparge di fronte agli occhi chiusi.

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Il respiro non deve neanche essere insegnato. Il respiro è già in noi… esiste e ci sostiene… dobbiamo darci la grande opportunità di sentirlo, di accettarlo, di accoglierlo. Come il cibo va annusato,assaggiato, gustato… così è il respiro… allora ci daremo la grande possibilità di essere Yoga e di non fare Yoga.

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Nel respiro tace il mio corpo e scivolano le emozioni e i pensieri. Il mio essere è come una piscina nella quale tuffarmi… La densità nella quale mi muovo è forse la densa pienezza di Dio… Riposo nel silenzio che filtra ogni cosa.

Studiando con Diane Long

Scritto da on 22:56 in Notizie | 2 comments

Studiando con Diane Long

INTELLIGENZA E POESIA DEL CORPO, DIANE LONG

Ogni volta che penso alla prima lezione fatta con Diane, mi viene da sorridere… Ero partita da casa con la mia valigetta di “brava yogina”, pronta ad affrontare una lezione di yoga, con una nuova famosa insegnante… nella valigetta invisibile c’erano tutte le piccole nozioni che avevo annotato nel corso degli anni su come avessi dovuto fare la postura, mantenuto il respiro, se il peso doveva essere distribuito tra talloni e metatarsi o se le dita dovessero essere mantenute sollevate da terra o distese… cosa significasse la parola Yoga e le sue accezioni…. Ero così attaccata a queste piccole, misere false conoscenze, che allora pensavo mi rendessero una grande praticante, che ora a pensare a tutto ciò, il mio sorriso  si trasforma in una risata … (altro…)