Spettacoli
THE MATHEMATICS OF RESONANT BODIES (prima parte)
Coreografia: Benedetta Capanna
Danzatori: Benedetta Capanna, Stefano Fardelli
Musica di: John Luther Adams
Video: Mauro Raponi
Foto: Alessia Cerqua
Luci: Roberto Piazzesi
Costumi realizzati da Paola Bonesso
The Mathematics of resonant bodies è stato prodotto con il contributo di 369GRADI, CORE, MINIGYM. Si ringrazia Maria Strova e l’associazione culturale Onphalos per aver dato a disposizione il Teatro del Respiro per le riprese del video.
“The Mathematics of resonant bodies”, di John Luther Adams è una composizione di 70 minuti, in otto movimenti, nella quale si susseguono una serie di cambiamenti di ritmi, tessiture e toni.
Ma è in realtà un lavoro costruito nel silenzio, che non solo si trova sotto il suono, ma che irrompe e si insinua attraverso tutto il lavoro.
In questa occasione ne saranno presentate solo quattro sezioni Burst, Rumble, Shimmer e Roar. I due danzatori attraversano e sono attraversati da questo spazio musicale fatto di silenzio e di ritmi, di buio e di luce, come la vita. E questo cambio di tessiture diventa rappresentativo della continua trasformazione del mondo tangibile e della continua trasformazione dell’essere umano e quindi del suo relazionarsi con l’altro. Nascono delle danze, come danzano le emozioni e gli avvenimenti della vita, una incatenata all’altra, tangibili e illusorie. Ogni brano è solo apparentemente un episodio a sé stante, una piccola storia che risuona nello spazio e nei corpi dei danzatori, una piccola nascita e una piccola morte. Ma come nello scorrere di un fiume, non c’è fine, ma partecipazione alla ciclicità della vita, e allo svolgersi della storia dell’universo. Due corpi, due vite, due anime, due cuori, che interagiscono e risuonano nella matematica del ritmo dell’esistenza, alla ricerca di assaporare quel silenzio che ne è la sorgente.
In Burst tutto è questione di pochi attimi, intensi e sottili … Il quotidiano rotto da un incontro casuale ma inevitabile. Per qualche istante due vite si intrecciano, diventano intime, per poi separarsi con la stessa disinvoltura subito dopo. Casualità e inevitabilità … E lo stupore, quel “chissà e perché” che accompagnerà il ricordo di quell’unica occasione. Si va con Rumble nella solitudine quotidiana, due solitudine parallele, due vite che pur lisciandosi non si incontrano mai, non si toccano e non si guardano. Due bottiglie che galleggiano nell’acqua. Non hanno un messaggio dentro sé, ma la vita… Due piccoli mondi ovattati a confronto. Due anime che si spezzano, frazionano, rotolano e corrono insieme ai loro ricordi, alle paure, ai disappunti stanche dei rumori e delle parole inutili. Ma una solitudine che va esaurendosi come tutto nell’esistenza e che poi porta a riconoscere altro fuori da sé, ma anche parte di sé, e che si completa in Shimmer. Una danza che riporta all’unità ciò che sembrava separato. Una danza che riecheggia elementi sciamanici. Nataraja o Nataraj è il Signore della Danza, Shiva il danzatore cosmico che attraverso la sua divina danza crea e distrugge il mondo. Le due forme più comuni della danza di Shiva sono Lasya (la forma gentile di danza, associata alla creazione) e Tandava (la danza violenta e pericolosa) associata alla distruzione. Femminile e maschile si incontrano in un abbraccio, complementari l’una con l’altro. Due corpi collegati dai reni, organi simbolo della sessualità ma anche della sopravvivenza. Un incontro ancestrale che diventa poi consapevolezza in Rumble. Qui c’è il semplice guardarsi negli occhi, riconoscersi specchio l’uno dell’altra, il non dover fare e aggiungere nulla. Mentre i due corpi vanno verso il silenzio e la stasi, rimarranno le ombre e le impressioni delle loro vite in un muro, i samskara, a riecheggiare nello spazio, fino alla loro naturale conclusione.
NELLO SPAZIO BIANCO DEL MIO TEMPO
Coreografia di Benedetta Capanna Costumi di Paola Bonesso Due assoli, due tempi ispirati liberamente a “White Spaces” di Paul Auster
AVANZO UN PIEDE DOPO UN ALTRO Musica di Toru Takemitsu
Avanzo un piede dopo un altro, incessantemente, camminando nella vita come nella mia piccola stanza. La stessa vita sembra camminare sopra di me con la stessa insistenza e così i pensieri e così i rimpianti. Tutto cambia incessantemente, cambio anche io sempre ma a tratti ritrovo e vedo frammenti sparsi di me… mi rimane solo di segnare lo spazio bianco del tempo … riempire il vuoto del mio tempo perduto tempo
NON ESSERE MAI ALTROVE CHE QUI Musica di Toru Takemitsu, Arvo Part, Benjamin Lew
A volte, improvvisamente, mi capita di scivolare in ciò che chiamo”stato di grazia”… sono quei momenti in cui si sgretola l’idea del fare e nell’ingenuità del semplice sentire si schiudono e si incontrano leggerezza e profondità. Assaporo così nella brevità di quell’esperienza una dolce vertigine di sospensione della vita, integrata e grata tra la terra e il cielo … sono … e cosa è in fin dei conti più importante di questo? Di ritrovare infine il silenzio che tutto scioglie, tutto cancella e tutto perdona?
Questo lavoro è stato realizzato grazie al progetto “Residenze Creative” Duncan 2010
FREQUENZE
Dialogo, Frequenze, Intuizioni Tra danza e musica, in un incontro imprevisto
Performance basata sull’improvvisazione con Benedetta Capanna (danza) e Mauro Tiberi (basso e voce)
RECONNECTING Concerto per una danzatrice, un violoncello e campane di cristallo
Coreografia e danza di Benedetta Capanna, musica di e con Daria Rossi Poisa e Oscar Bonelli
I ricordi esplodono e ricadono come coriandoli. Volano, ruotano, s’infangono, si attaccano ai vestiti, a volte rimangono sospesi. La memoria ha i suoi odori, i suoi percorsi e le sue vie di fuga inafferrabile e pesante, è solo traccia di colori o un improvviso bianco e nero. I ricordi sono dettagli disordinati che piovono, bottoni, maniglie, petali argentati per i ricchi e per i poveri, sono un fiume che ci scava e si prosciuga … I ricordi sono tanti numeri Nel singhiozzo della memoria di ciascuno, scorre ineluttabile la storia del mondo. E la storia si veste e si sveste, nascondendosi tra le nostre storie come l’amore che ci affera e ci sfugge.
CONCERTO PER DUE CORPI DANZANTI Concerto di Musica e danza
Danza e improvvisazioni di e con Benedetta Capanna e Brunella De Biase (danzatrici e insegnati yoga) musica di e con Oscar Bonelli
Nello spazio sacro di un luogo di culto o di un palcoscenico la musica incontra la danza in un’improvvisazione dagli esiti imprevedibili
CROSSING Concerto di Musica e Danza
Percussioni e canto: Oscar Bonelli Laptop, Elettronica: Michele Salvaneschi Danza: Benedetta Capanna e Stefano Fardelli
Quattro artisti, quattro vite, quattro visioni diverse, si incontrano in un palco. E’ uno dei tanti e possibili incontri che poteva accadere, senza solennità e senza aspettative, come quando camminando per strada, o nell’ attesa di una metro, in uno sguardo incroci altre vite. In questo casuale e singolare incrocio di esperienze e vissuti ci si ferma. Là, dove le parole non arrivano, arrivano la musica e la danza, che si incontrano in un dialogo di improvvisazioni dagli esiti imprevedibili …
BLUE LOVE#1
coreografia di e con Benedetta Capanna Musica di Morton Feldman
Un assolo dedicato all’amore e alla sua sensualità. Blue… è il colore che amo di più e con il quale rivesto ciò che amo… Blue è il colore con il quale disegno e descrivo ciò che amo e chi amo… Ma Blue è anche una certa sottile malinconia e sofferenza che accompagna sempre l’amore… l’amore del nostro amare umano
IN RIVA AL SILENZIO AZZURRO… E NOI ZA TIDEM
Coreografia di Benedetta Capanna Live Music di e con Oscar Bonelli Musica di Bach, Sielicki, Pascal, Sciortino con Daria Rossi Poisa al violoncello Danzano: Benedetta Capanna, Daniela Demofonti, Giordano Novielli, Veronica Richelmy
La danza è come una scheggia di un vetro rotto… riflette le immagini frastagliate di ciò che il suo limitato spazio può riflettere… riflette ciò che viviamo, che sperimentiamo nel corpo e attraverso di esso e che il sistema nervoso poi, ci fa decifrare… niente intellettualismi, ma l’organico e naturale scorrere del movimento, il suo fermarsi e riprendersi, il respirare affannato o ritmico… segni nello spazio, che a volte vengono spezzati e cancellati, ripresi e abbandonati. Ogni danza è un passaggio… un’ombra… un pezzo di vita… un ricordo… e nel progressivo staccarsi da esso e nel continuo e indispensabile riportarsi nel presente, la danza è una meditazione in movimento. In bilico tra sensualità e ascetismo… Tra rigidità di forme e vulnerabilità delle emozioni…In bilico tra compassione e infastidita ribellione… Danzare è un continuo guardarsi dentro… uno scrutarsi e a volte un evitarsi… un intimo sorridere poi alle proprie contraddizioni… un accettarsi nella più banale umanità … L’unione della danza, poi con la musica e il respiro, rappresenta la profonda unione del corpo, della mente e dello spirito, che trasforma così la ricerca artistica e performativa in mezzo d’incontro e di conoscenza con la profondità del proprio Sè. Danzare è ritrovarsi in riva al silenzio azzurro della propria anima… Il grande pittore Mark Rothko, espressionista astratto, nel 1950 in Personal Statement, Painting Prophecy dichiara “L’arte per me resta un anedotto dello spirito e uno strumento unico per rendere concrete le intenzioni dei suoi mutevoli slanci e della sua immobilità”
UNSPOKEN WORDS a dialogue with a man
Coreografia di Benedetta Capanna musica originale di Darrell Briscoe fotografia di Richard Shpuntoff costumi di Tamaki Kawano
Unspoken words, premiered at the Theatre of the Riverside Church on october 2000, for Blue Muse Dance Project V.3
THREE SONGS three songs of Poulenc, Three poems of Garcia Lorca, three stages of life.
Coreografia e danza: Benedetta Capanna Musica: Poulenc Cantante: Judith Barnes Pianista: Elizabeth Teachout Costumi: Tamaki Kawano
NECKLACES (COLLANE) poesie di Benedetta Capanna
Coreografia: Benedetta Capanna Danza: Benedetta Capanna Regia: Laura Caparrotti Recitazione: Laura Caparrotti Traduttore delle poesie: Michael Senno fotografo: Richard Shpuntoff
Two sisetrs or maybe two friends… parallel lives evolving… thoughts, dreams, disappointments, loneliness fill their rooms… so far from each other… in two different worlds, with two different existences they remember each other and they meet each other again, as thug they were children and they used to wear necklaces made with buttons.
ITINERARI DI PENSIERO
coreografia: Benedetta Capanna Musica: Matthew Garrison
e’ incredibile come le altre persone, hanno sempre qualcosa da dire, di intelligente, di profondo. Quando io provo a parlare, le mie parole sono note stonate, i miei pensieri sono sconnessi, le mie frasi spezzate. Sento il vuoto dentro me. Forse la mia anima è balbuziente, o forse sono io a non avere niente da dire.



